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Al via i corridoi umanitari per i cittadini afghani

Firmato al Viminale un nuovo protocollo d’intesa tra Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, CEI, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Tavola Valdese, Arci, OIm e Unhcr.

L'obiettivo è aprire nuovi corridori umanitari per portare in Italia in modo sicuro e accogliere 1200 cittadini afghani in evidente bisogno di protezione internazionale e i loro familiari che si trovano in Iran, in Pakistan o in altri Paesi di primo asilo o di transito.

Come per i precedenti corridoi, anche questo prevede la collaborazione e divisione dei compiti tra istituzioni, associazioni e organizzazioni internazionali:

Il Ministero dell’Interno pagherà tutte le spese di viaggio, inserirà nel Sistema di Accoglienza e Integrazione 400 persone (già riconosciute rifugiate o meritevoli dello status da UNHCR) e informerà sui corridoi Questure e Commissioni per l’asilo, mentre il Ministero degli Esteri rilascerà i visti di ingresso. Le associazioni individueranno e si faranno carico dell’accoglienza in Italia di altre 800 persone che hanno i requisiti per il riconoscimento della protezione internazionale o altri requisiti individuati dal protocollo.

L’UNHCR individuerà persone già riconosciute in loco come rifugiate o come bisognose di protezione, per le quali può scattare la procedura del reinsediamento, alle quali l’INMPgarantirà una valutazione e una prima assistenza sanitaria all’arrivo in aeroporto in Italia. L’OIM farà visite mediche e tamponi Covid-19 pre-partenza, oltre a organizzare il trasporto in dignità e sicurezza.

I beneficiari verranno individuati in Iran, in Pakistan o anche in altri Paesi di primo asilo o di transito da concordare tra le parti. Il progetto durerà 24 mesi, ma potrà essere prorogato a 36 mesi e necessario, anche aumentando il numero di ingressi.

Per maggiori informazioni consulta il Protocollo d'intesa corridoi umanitari Afghanistan

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