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Online il Focus Migrazioni Internazionali gennaio - aprile 2021 a cura del CeSPI

Il Focus n. 41 per l'Osservatorio di Politica Internazionale presenta gli ultimi dati disponibili sulla situazione delle migrazioni a livello mondiale, concentrandosi soprattutto sulla situazione in India.

A maggio 2021, in India - ormai vicina a raggiungere i 1,4 miliardi di abitanti e a diventare il primo Paese al mondo per numerosità della popolazione, superando la Cina -si sono registrati ufficialmente circa 27 milioni di casi di Covid-19 e oltre 300 mila decessi. Soprattutto, sembra sia arrivata a inizio maggio la fase drammatica di picco della diffusione della pandemia, con un numero di nuove infezioni che superava i 350 mila casi e oltre 4 mila decessi giornalieri. Secondo molti osservatori, purtroppo i numeri reali sarebbero molto più alti, soprattutto per effetto di una nuova variante del virus, la B.1.617, apparsa per la prima volta a ottobre 2020 proprio in India.

È noto che le popolazioni migranti rientrano tra le fasce più vulnerabili della popolazione e sono esposte a subire le conseguenze negative più gravi della pandemia.

Per questa ragione, le tre sezioni che compongono il Focus sono incentrate sull’India, offrendo elementi informativi sulla diaspora indiana (la più grande del mondo, con 18 milioni di persone del paese che risiedevano fuori dal proprio Paese di origine nel 2020), la realtà delle migrazioni in Asia e le condizioni dei migranti che vivono in India ai tempi della pandemia da Covid-19.

La prima sezione analizza il carattere globale, ma anche fortemente concentrato, della diaspora indiana.

La seconda sezione illustra alcune specificità delle migrazioni asiatiche: se la popolazione mondiale è aumentata nell’ultimo trentennio, ancor più alto è stato il tasso di crescita dello stock di migranti internazionali e ancora maggiore è stato quello delle migrazioni intra-asiatiche.

La terza sezione riprende il tema della vulnerabilità particolare dei migranti in India, focalizzandosi sulle specificità dei migranti interni. Nel Paese si stima che siano 600 milioni i migranti interni e di questi circa 200 milioni sono persone che provengono da un altro distretto. C’è una quota minore di questa popolazione che è particolarmente vulnerabile, marginalizzata e oggetto di discriminazione durante la pandemia. La crisi sanitaria ha messo a nudo i limiti strutturali di modelli di sviluppo che persistono nel tempo e sono incapaci di tutelare gli interessi, i diritti e la dignità di persone che patiscono l’intersezione di stratificazioni e molteplici discriminazioni che la situazione attuale sta solo acuendo.


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